Della serie quando i programmi cambiano, ma va anche meglio così
pubblicato il 20 April 2007 alle 00:08Son arrivato al Nuovo ma non c’era il film della serata. Al suo posto c’erano due simpatici vecchietti ognuno dei quali presentava una pellicola.
La prima era “Prigionieri del golfo” un documentario-film su La Spezia, girato nel ‘47, che faceva vedere la città devastata dalle bombe e i palombari a sminare il golfo per liberare il passaggio delle navi. Fantastico! Non ne avevo nemmeno mai sentito parlare. Il simpatico vecchietto era il regista stesso (oramai credo almeno 85enne), Roberto Natale, il quale rammentava la perdita di luminosità nel passaggio al dvd, mentre si rallegrava di essere venuto
in possesso di una copia dell’originale 35mm che per i tempi era un’impresa da poter utilizzare. Ma molto più chiaro.. .non sempre la tecnologia migliora,a himè!
L’altro vecchietto era Morando Morandini, lo scrittore-critico che stampa ogni anno il suo dizionario dei film, nonchè scrive da secoli i giudizi dei film da vedere in tv. Spassosissimo. Lui, legatissimo a Spezia, perchè sposato con una donna di Levanto, ha presentato La lunga notte del ‘43 di Florestano Vancini, film del ‘59 girato a Ferrara e presentato nel ‘60 al festival di Venezia. Una sorta di finestra sul cortile, ma socchiusa sulle terribili efferatezze fasciste, tra cui si annovera la strage di undici presunti antifascisti nel dicembre di quell’anno. Praticamente il primo film che metteva nel ruolo dei cattivi i fascisti e non i soliti nazisti. Una storia che nel finale svela il vero nocciolo della questione, a detta di Morandini, per altro amico personale del regista: l’indifferenza nei confronti di ciò che è stato.