Il cammino interminabile

pubblicato il 29 November 2005 alle 10:46

Se vuoi conoscere i tuoi pensieri di ieri osserva il tuo corpo oggi
Se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi

Battiato

dato il giorno n,
corpo(n)=pensiero(n-1)

A.M. Boy

Sigur Ros a Firenze

pubblicato il 28 November 2005 alle 22:11

Partiamo dalle pecche:

1. la fretta con cui sono arrivato con l’acqua alla gola (porcoddue) e di conseguenza il posto che bene o male mi son trovato.

2. la stanchezza di giorni pesissimi, che poi alla fin fine, non è stata nemmeno una pecca, perchè mista al calore della sala in antitesi con il freddo polare esterno… m’ha fatto andare in catalessi e viaggiare sulle loro note

3. il posto. bello come discoteca o per altri tipi concerti, avrei visto i sigur in tutt’altro contesto. Magari in un bel bosco?

4. la gente. non se puo’ sopportare la gente che non sa stare a determinati tipi di concerti. Non si possono reggere quelli che urlano durante una pausa, che è uno stacco da brividi, che solo dei grandi musicisti si posson permettere. Vabbè poi c’è il discorso del concerto in sè che nessuno sta mai fermo, si DEVE commentare ogni singola cosa che succede…ma su quello passiamoci sopra…
son concerti, sennò sarebbero cd live.

per il resto, mi son piaciuti molto, per il coinvolgimento emotivo e per aver potuto sentir la voce dal vivo. Il potere evocativo di questo gruppo e lo spessore scenico e musicale sono indiscutibili. Oggettivamente. Ci son stati due o tre momenti in cui il pubblico era veramente “congelato”... o “sospeso” per rendere l’idea… momenti che levano le parole.
Senza tirar fuori frasi del tipo “uno dei migliori gruppi di questi anni”, basta sentirli per convincersi che sono ottimi musicisti. Probabilmente hanno molto da dire in campo sperimentale, cosa che esce poco fuori da questo tour. I pezzi erano quelli più accattivanti e l’affluenza era da gruppo di grido, se mi riesco a spiegare… quella sensazione che provi quando vedi decuplicare i seguaci di una formazione, perchè stan vendendo o si stan facendo conoscere maggiormente.
Un po’ come quando esce un Tabula Rasa Elettrificata, per fare un esempio ed intenderci.

Il finale, è stato incommentabile… siamo passati dalle campanelle dell’infanzia, dagli xilofoni giocosi, alla totale saturazione elettrica e poi sgrattuggiate di archi, in un crescendo da orgasmo.

Completamente soddisfatto.

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Mapplethorpe a Torino

pubblicato il 28 November 2005 alle 11:38

Ieri sono finalmente approdato a Torino, alla Promotrice delle Belle Arti per gustarmi una delle mostre più meritevoli dell’anno. Dico meritevole, ma non gli rendo onore, perchè davanti a questa esposizione si assiste a opere che sono molto più di belle fotografie, ma un’immersione in un’altra scultura. Un modo diverso di esprimere il dinamismo, la tridimensionalità del corpo e la capacità di esaltarlo ad oggetto di…”design”, mi viene da dire.
L’inquadratura di certe opere, gli sfondi, la ricerca nel disegno delle ombre “dietro” fan trascendere l’anatomia a opera d’arte, la fanno astrarre. Sinceramente trovo molto più erotismo nelle foto che ritraggono i fiori, in quanto allusione, non tanto nell’esplicito dei corpi nelle composizioni. Da qui l’avvicinamento al classico, alla scultura classica di certi scatti.
Ci sono ovviamente anche le belle fotografie, soprattutto i ritratti. Sinceramente entrare in una stanza e vederti uno scatto di Chatwin, vicino poi Philip Johnson su una poltrona di pelle nera, oppure Burroughs con una carabina che sembra un giocattolo alla spalla… beh ti fa dire… per ritrarre e interpretare nelle tue foto persone di questa potenza, devi essere IL fotografo. Ci sono pure le foto toste, hard. Ci sono gli autoritratti e lì davanti, chi va, capirà la duplicità che caratterizza
Mapplethorpe, contemporaneamente bell’uomo e bella donna. Poi c’è un fagiano che sembra un quadro fiammingo, una smith & wesson che fa fuoco e c’ho visto di tutto, una nave sospesa nel vuoto e infine, forse la mia preferita, il corpo
nudo di una bambina (Melia Marden) in una sospensione perfetta: un momento ripreso che per me ha sintetizzato il movimento e la stasi, come solo una statua puo’ fare. Invece è una foto. Un encomio al lavoro dei curatori, perchè a fianco delle foto sono appesi in parallelo opere di pittura e sono poste sculture al centro delle stanze.
Si parla delle Marylin di Warhol, schizzi di Michelangelo …
Melia Marden

Plan 9

pubblicato il 26 November 2005 alle 02:52

plan 9 Inquadratura di due uomini seduti su seggiole
con in mano una presunta cloche di aereo.
Dietro un muro bianco con una porta e una tendina.
Un vampiro fa avanti e indietro tra le lapidi
con il mantello sul volto.
Cerchioni si improvvisano ufo, appesi ad un filo
di fantasia.

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Ghigne

pubblicato il 26 November 2005 alle 02:49

Ghigne a culo, ghigne strette, ghigne belle.
Ghigne tirate, ghigne tiratissime, ghigne represse.
E c’hai ‘na bella ghigna! Ma chi, io? Con sta ghigna del cazzo che ti ritrovi.
Ghigne stanche, ghigne, le solite… che ci vuoi fare?
Una serata di ghigne, poche da simpatizzare, a pelle.

Categoria Momenti | Commenti (0)

L’Interzona

pubblicato il 22 November 2005 alle 22:18

Nasce in parallelo a Lateralus, anche “L’Interzona”, progetto che ritengo ancor più importante, perchè scritto a più mani, pensato a più menti, digitato con tutto il fervore che mi auguro.
Spero pure che si alzi in piedi e cammini per un bel po’ questa Interzona. Adesso ha bisogno di rizzare la spina dorsale e di guardare avanti. Poi gli ci vuol un po’ di carne da mettere addosso. Probabilmente anche un bel carapace in futuro. Le antenne dritte e i tasti ben oliati li ha già, però, questo insettone che sta nascendo, come da una crisalide.

Classe Operaia…

pubblicato il 20 November 2005 alle 19:52

La classe operaia va in paradiso La classe operaia va in paradiso. Primo piano sull’arrestarsi dello stakanovismo,primo piano del momento in cui due occhi presi, intensi, folli, il pugno che batte sulla leva. Infine il passaggio al primo piano del meccanismo, che spreme il sangue come da un grappolo schiacciato nel torchio a ingranaggi.

Categoria Cinema | Commenti (0)

Lateralus

pubblicato il 16 November 2005 alle 10:22

Lateralus è il pensiero laterale. Laterale è un muscolo definito in diverse parti del corpo umano ed è un importante muscolo motorio nei pesci.
Lateralus è il titolo di un disco, della band T O O L nato per stessa definizione del cantante in questi termini:

Lateralus è in realtà un muscolo e nonostante il titolo abbia a che fare con il muscolo, concerne maggiormente il “pensare laterale” e come l’unica maniera di evolvere come un artista, o come un essere umano è quella di cercare di pensare aldilà degli schemi di sfondare i confini. Come farsi portare altrove, dove non si è mai stati e mettersi in un paio di scarpe differenti…

Lateralus parla di riconciliazione e rancori, con sè stessi e gli altri. Lateralus è la definizione che trovo più vicina al mio modo di osservare e rigurgitare quello che mi passa attraverso. Di ciò che mi passa attraverso faccio mio le anime, i concetti e le esperienze più importanti. Mentre sono a bordo strada, a lato appunto e posso sempre parlarmi della strada che vedo diritta, senza arrivo, dove si corre tra i paracarri o coi paraocchi.
Questo confuso scatolame di parole si accumula a formare paradossali forme aggregate insignificanti, come taglienti. E’ la mia necessità di esternarmi e di registrare, fermare, archiviare tutto ciò che merita attenzione.
Buon passaggio.

EffeBi